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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

23/03/2019, 12:39

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LUPA-CAPITOLINA


 Tre le opere più celebri di Roma intera troviamo la Lupa Capitolina, che non è solo un simbolo, ma molto di più...



Noi tutti conosciamo, quantomeno per sentito dire, che il simbolo di #Roma è la Lupa Capitolina. Di cosa si tratta? Basta andare ai #MuseiCapitolini per rendersi conto della portata dell’opera d’arte che fa bella mostra di sé in una saletta a lei sola dedicata. Avvicinatevi a questa lupa in bronzo, che vedete in foto. Notate il dettaglio di alcune zone del corpo dell’animale, notate il pelo, le mammelle, se vogliamo anche la semplicità con cui è stata realizzata l’opera. E vedete, poi, i due gemelli neonati che, quasi famelici, cercano le mammelle della lupa. Avete capito, ora, di cosa sto parlando? State semplicemente vedendo la versione bronzea del mito fondante di Roma, dell’episodio in cui vi sono due protagonisti principali: i gemelli, Romolo e Remo, ed una Lupa. Secondo la tradizione i due gemellini, appena nati, furono abbandonati dalla madre Rea, che li lasciò all’interno di una cesta abbandonata poi nelle acque del fiume Tevere. All’altezza, circa, dell’ansa che il fiume fa dove oggi sorge Roma, il cesto si incagliò da qualche parte, i due gemellini ne uscirono fuori ed incrociarono una lupa selvatica. Logica vuole che, in teoria, l’animale avrebbe dovuto fare di un sol boccone dei due poveri bimbi, ma così non andò! Quasi con ardore materno, la lupa cominciò a coccolare e a nutrire, con il proprio latte, i due. Successivamente trovati da un pastore, di nome Faustolo, Romolo e Remo crebbero fino a che il primo non fondò Roma, divenendone il primo Re. Provate a capire come la Lupa stessa divenne simbolo della città: un animale, sacro a Marte all’epoca, che andò contro tutti i suoi istinti per nutrire i due piccoli. Roma doveva nascere, doveva crescere e prosperare, così come designato dagli Dèi stessi! Non è un caso, poi, che sempre secondo la tradizione i due gemelli fossero figli proprio di Marte... Veniamo, però, all’opera in sé, la quale ancora nasconde tantissimi misteri!Tradizione vuole che la scultura bronzea che qui vedete fosse di fattura etrusca, ma non sappiamo bene se la maestranza è etrusca al 100%, o se i Romani chiesero ad un artigiano etrusco, sicuramente esperto, di forgiare la Lupa per loro. Ciò che sappiamo è che, seguendo questa tradizione, questa magnifica opera d’arte sarebbe databile addirittura al V secolo a.C.! Però, recentemente, si sta sposando l’ipotesi che le Lupa Capitolina sia del III secolo a.C. (comunque antica, no?), e che sarebbe quella stessa Lupa citata da alcune fonti storiche, tra cui Cicerone, che affermano come l’opera fosse situata all’interno del Lupercale, una grotta sul Palatino (vi era anche un’altra lupa in bronzo, di epoca romana, questa volta situata in Campidoglio). Solo qualche anno dopo la fusione del bronzo, poi, i due gemellini furono aggiunti. Ciò ci dice che, in origine, solo la Lupa era realizzata, non altro. Ma i problemi non finiscono qui, poiché siamo certi che i due gemelli in bronzo, ammirati oggi dalle migliaia di turisti che affollano, annualmente, i Musei Capitolini, sarebbero stati aggiunti dal Pollaiolo solo alla fine del ’400! Quindi? Quale è la verità? Come spesso accade per opere così antiche, nel corso dei secoli capitano dei momenti di buio totale. Dopo alcune fonti di epoca romana, questa statua quasi scompare dalla storia per ricomparire in un documento del X secolo d.C. Sappiamo, poi, con certezza che la Lupa Capitolina sarà donata alla città di Roma, nel 147,1 da Papa Sisto IV Della Rovere, in qualche modo inaugurando i Musei Capitolini stessi. Insomma, a prescindere dalle problematiche che riscontriamo ancora oggi nel delineare a fondo la storia, l’origine e le modifiche ricevute dall’opera bronzea, ciò che sappiamo è che la Lupa Capitolina da secolo ormai è uno dei punti fermi di Roma... #unaguidaturisticaroma #romeisus #Roma #Rome #archeologia #bronzo #lupa 


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