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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

27/03/2019, 12:13

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BUSTO-DI-CICERONE


 Chi era davvero Cicerone, uno dei protagonisti del I secolo a.C. nella Roma Repubblicana? Un uomo dalle molte virtù...



Ecco il ritratto di Marco Tullio #Cicerone (conservato ai Musei Capitolinj, al Palazzo Nuovo), ilceleberrimo oratore capace di difendere con forza i valori della Repubblica edel mos maiorum, due parole latine che contengono i principi e gli ideali digiustizia, diritto e comportamento che dovevano connotare il vero Romano.Cicerone era popolarissimo a #Roma, sin da quando con le sue abili orazioni, passate allastoria come #Verrine, non riuscì ad incastrare Verre, il governatore dellaSicilia che amava prendere molto per sé, per dare poco alla comunità. Cicerone era un uomo dai sani principi, un vero difensore della #Repubblica, un uomo tutto d’un pezzo che con le sue abilità, i suoi stretti rapporti con gli uomini giusti, la sua ricchezza e non solo riuscì ad essere comunque rispettato e amato. Certamente Cicerone deve la sua immensa fama anche allascoperta della congiura di #Catilina, un nobile senatore che, dopo aver perso per due volte(subendo anche brogli) le elezioni come #console, decise di passare all’azione per detronizzare il potererepubblicano. Diciamo che Casilina, stufo di essere sempre il perdente di turno, decise di fare a modo suo. Ovviamente per Cicerone, che odiava tutto ciò che poteva anche soltanto avvicinarsi ad una tirannia, ad una guerra civile, ad un rigurgito assolutistico, non poté esimersi dall’attaccare pesantemente Catilina. Infine, però, triste fine per il nostro Cicerone: a causa dialcuni suoi scritti ed orazioni, chiamate Filippiche, in cui condannò senzaappello l’operato di Marco Antonio, fu inserito come primo nome nella listadelle proscrizioni. Si trattava di una lista pubblica di nomi, redatta datriumviri Antonio, Ottaviano e Lepido attorno al 43 a.C., le cui sorti erano segnate: chiunquecomparisse in quelle liste, era automaticamente condannato a morte. Pare che Marco Antonio, nell’ambito degli accordi avuto con gli altri due sodali, pretese che il nome di Cicerone comparisse per primo sulla lista. Dopotutto Marco Antonio, in un periodo turbolento per #Roma, a seguito dell’uccisione di Cesare (che certamente Cicerone non appoggiava), cominciò a prendersi troppe libertà, a prendersi troppi poteri e a combattere con le sue legioni anche guerre e battaglie non decise dal Senato. E per Cicerone il Senato, così come la Repubblica, erano tutto, erano un potere popolare e comunitario che non poteva essere scalzato. Per questo Cicerone fu ucciso dai sicari di Antonio, durante il suo tentativo di fuga che, purtroppo per lui, fallì miseramente. Pare, inoltre, che quando la testa di Cicerone fu portata a Marco Antonio come trofeo di guerra, la moglie di quest’ultimo, Fausta, fece un gesto sprezzante ed orribile allo stesso tempo: prese la testa di Cicerone, tirò fuori la lingua e la infilzò, con violenza, con un lungo spillone per capelli. Quella stessa lingua che aveva duramente attaccato Marco Antonio ed altri protagonisti della storia politica della Roma del I secolo a.C., quella stessa lingua che, in un modo o nell’altro, rivive ancora oggi negli innumerevoli scritti lasciati da lui, studiati e tradotti da migliaia di studenti ed appassionati ogni anno... #unaguidaturisticaroma #Rome #Roma 


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