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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

04/04/2019, 12:38

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MITO-AMORE-E-PSICHE


 La Loggia di Villa Farnesina a Roma ci racconta, attraverso i colori ed affreschi della scuola di Raffaello, uno dei miti più celebrati dall’arte del Rinascimento...



Questo è uno dei due pannellicentrali della Loggia di Psiche, un ambiente finemente affrescato dellastupenda Villa Farnesina su Lungotevere. La Loggia stessa, decorata dalla più attivaed importante bottega di inizio ’500, quella di Raffaello, prende il nome da unantico mito raccontato dalle "Metamorfosi" di Apuleio. Questa storia era conosciuta da tutti i letterati ed i circoli artistici del #Rinascimento, tant’è che numerose sono le tele o gli affreschi dell’epoca che mostrano il racconto o alcuni suoi punti salienti. In questo caso, però, in questa straordinaria Loggia affrescata dai più abili artisti della bottega di #Raffaello (come Giovanni da Udine), possiamo leggere i momenti più importanti del mito. La cosa interessante, prima di passare a raccontare l’episodio, è come in questa loggia sembra davvero di essere in una sorta di portico, un luogo aperto che connette la villa con il giardino antistante: alzare lo sguardo e vedere l’azzurro del cielo o le numerose ghirlande naturali, con tanto di frutti delle diverse stagioni messi uno a fianco all’altro, dona sempre un’idea di abbondanza, eleganza, fantasia e illusione. Ma ora passiamo alla vicenda che vede protagonista Amore e Psiche. Il mito narradella giovane Psiche appunto, una bellissima ragazza figlia di un re. La donna era talmente bella che molti uomini si invaghirono di lei, arrivandoaddirittura a paragonarla a #Venere. Ovviamente, la Dea non fu contenta diessere accomunata ad una semplice mortale, e minacciò il padre di lei di orribilitragedie se non avesse sacrificato sua figlia. A malincuore, ma per salvare ilregno, il re accettò di portare la figlia in una zona al di sotto di un dirupodove dimorava un mostro che avrebbe eseguito la condanna di Venere. La Dea, tral’altro, aveva dato mandato a suo figlio, Eros (o Amore), di toglierle daipiedi la giovane Psiche (che in greco significa Anima). Ebbene, anche Amore,però, si invaghì della giovane la quale, una volta scesa nel dirupo, simeravigliò di trovare, nel bel mezzo di un fitto bosco, un fastoso e ricchissimo palazzo. Tentennando un poco, ed anche spaventata per l’aspettativa di trovarsi davanti un terribile mostro, Psiche cominciò a vagare per le sale lussuose del palazzo, fino a che non entrò in una camera da letto. Il Sole era ormai tramontato, gli alberi del bosco attorno al palazzo facevano ancora più ombra, semmai ce ne fosse stato bisogno, e non vi erano candele. Quando Psiche entrò subito avvertì una presenza: non minacciosa, non dannosa o pericolosa, ma una presenza che la chiamava incessantemente, legandola a lei. E così Psiche, per notti e notti, copulò sul grande di quella camera con quella specie di presenza di cui non riusciva a vederne mai il volto. Per Psiche era come un sogno, nonostante non potesse vedere l’esserecon cui faceva l’amore tutte le notti. Ogni volta che Psiche si proponeva di capire con chi passava tutte le notti, la creatura rifiutava e rifiutava, senza mai rivelarsi. Una notte, allora, dopo aver di nuovo fatto l’amore, Psiche rientrò in camera da letto con una candela ed un coltello, giusto per precauzione. Meravigliata fu Psiche quando, alla tenue luce della candela, ella vide il volto di Amore, il figlio di Venere, il quale si innamorò perdutamente della giovane. Amore non riuscì, sin dall’inizio, a far del male a Psiche, come Venere avrebbe voluto, e per questo cominciò ad amarla nell’ombra, all’oscuro dalla vista della madre. Ma quando Psiche entrò con la candela, e quando Amore, spaventato, fuggì via ferendosi anche con il coltello di lei, la tresca fu scoperta. Venere, dunque, tentò in tutti i modi di punireil figlio e, soprattutto, la povera Psiche. Ma grazie all’intercessione diZeus, alla fine tutto andò per il verso giusto. E come possiamo vedere inquesto gioioso affresco, le nozze tra i due ebbero luogo, nell’altodell’Olimpo. Una storia d’amore d’altri tempi quindi, fatta di intrighi e di amori, di impedimenti e violenza anche. Un episodio mitologico che diverrà simbolo stesso dell’amore, che può dare e togliere allo stesso tempo. Ed in questo fantastica #loggia, in una #villa rinascimentale, attraverso questi affreschi possiamo godere, ancora oggi, dei valori del mito e della società stessa dell’epoca. #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #affresco #pittura 


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