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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

14/11/2018, 20:10

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ARCO-DEGLI-ARGENTARI


 Un bellissimo architrave, con straordinari rilievi in marmo, portatore di leggende e grande esempio della cosiddetta "damnatio memoriae"



L’Arco degli Argentari si trova afianco del portico della Chiesa San Giorgio al Velabro. Nonostante il nome, l’Arco degli Argentari si trattadi una struttura con architrave che fungeva da uno degli ingressi per il ForoBoario, il primo e più importante mercato della Roma antica. Immaginate come sin dall’antichità, a ridosso della fondazione dell’Urbe avvenuta attorno all’VIII secolo a.C., fu questa zona qui, a ridosso dell’ansa del Tevere e quindi più facilmente attraversabile, ad essere scelta come luogo in cui sviluppare un vero e proprio mercato. Dal nome, poi, si evince che il Foro Boario avesse, tra i prodotti principali in vendita e acquisto, carni di vario genere, derivanti dall’attività di pastorizia ed allevamento che, nella Roma arcaica, rappresentavano il punto di forza dell’economia locale. L’Arco degli Argentari, tornando a noi, fu donato dagli argentari romani alla famiglia imperiale di SettimioSevero, nei primi anni del III d.C. Chi erano gli argentari? Anche se non li sipossono completamente assimilare a loro, li possiamo definire banchieri, ocomunque persone ricche che facevano del commercio e dell’edilizia il loropunto di forza. La cosa che colpisce di più, a parte la splendida decorazione arilievi che copre interamente la superficie, è una figura completamente abrasa,che si trova accanto a personalità imperiali come Caracalla o Settimio Severo.Sicuramente la suddetta figura rappresentava Geta, il fratello ed erede altrono di Settimio Severo che Caracalla fece uccidere, accusandolo ditradimento. In pochi credono a questa accusa, ieri come oggi, ma sta di fattoche qui siamo di fronte ad un esempio visivo di "damnatio memoriae",la cancellazione totale della memoria di un personaggio pubblico attraverso ladistruzione di tutto ciò che lo poteva rappresentare, raffigurare e mostrare(dalle statue ai rilievi). Una punizione eterna, che colpiva anche l’immagine pubblica dei condannati. Altri personaggi storici famosi, da Caligola a Nerone, furono colpiti dalla "damnatio memoriae", tanto che ancora oggi è complicato davvero entrare in contatto con manufatti che li raffigurino. A parte ciò, ed oltre alla straordinaria bellezza di tutto il complesso, con questo arco decorato a rilievi fiancheggiato da una chiesa medievale, è curioso sapere come l’Arco degli Argentari sia assimilabile a numerose leggende dal sapore esoterico e misterico. Si narra, infatti, che esso celi un ingresso segreto e nascosto che porterebbe ad un enorme tesoro... Questa storia comincia sotto il pontificato di Sisto IV, nella seconda decade del XV secolo, quando un misterioso uomo venne in città, portando con sé un libro anch’esso misterioso ma molto promettente. Tra le pagine del libro, infatti, pare che ci fossero le indicazioni per raggiungere il fantomatico Tesoro degli Argentari. L’uomo andò a colpo sicuro, dunque, quando venne a conoscenza dell’esistenza di questo piccolo monumento marmoreo. Secondo il suo libro era lì che avrebbe dovuto scavare, seguendo in particolare alcuni indizi scritti nel libro: sull’Arco degli Argentati, infatti, l’uomo avrebbe dovuto cercare una serpe ed una cornucopia. Entrambi gli elementi, effettivamente, sono presenti trai bassorilievi dell’arco. Non solo, poiché vicino ad essi l’uomo trovò anche una figura che indicava, con il dito indice, verso il basso. Sempre più vicino alla sua verità, assaporando il Tesoro degli Argentari, l’uomo misterioso chiese a Sisto IV il permesso di scavare. Il Papa accordò, e l’individuo cominciò a scavare un cunicolo proprio negli immediati pressi dell’arco. Entrato poi in questo cunicolo, l’uomo scomparve per sempre... #Rome #Roma #romeisus #architrave #marmo #archeologia #unaguidaturisticaroma #atourguiderome


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