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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

14/05/2019, 12:01

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IMPERATORE-ADRIANO


 Adriano fu un imperatore capace di dare una nuova impronta e stabilità a Roma, un uomo dalle mille sfaccettature tutte da conoscere...



Nella Sala Paolina di Castel Sant’Angelo, affrescata nella prima metà del Cinquecento per volere di Papa Paolo III, spicca la figura barbuta, con la tipica "lorica" dei generali romani, di un uomo che cambiò il volto di Roma: l’imperatore Adriano. Non è un caso che lui sia qui, considerando il fatto che quello che oggi è conosciuto come Castel Sant’Angelo non è altro che il mausoleo costruito per l’imperatore e le sue spoglie. Successivamente, e nel corso dei secoli, l’edificio funebre divenne una fortezza. Ma tornando ad Adriano, è bello sapere come lui fu quasi un predestinato, da un certo punto di vista, un giovane che bruciò tutte le tappe del "cursus honorum" per raggiungere, alla fine, la vetta della scala sociale. Fu un uomo che lascerà un buon ricordo di sé nei cittadini Romani, una persona amante dell’arte, del teatro e della musica, una persona capace di abbandonare l’ossessione della conquista di nuove terre in favore di un consolidamento delle difese. Un uomo, però, capace anche di radere al suolo intere città quando era necessario. Adriano fu anche protagonista di una relazione, ancora oggi non sappiamo bene con quali sfumature, con un ragazzo più giovane di lui, Antinoo, che, alla fine e dopo la sua tragica morte, verrà addirittura divinizzato. Ma partiamo dall’inizio, da quando l’infante Adriano nacque a Gades, cittadina della moderna Spagna. Un non italico, dunque, un bambino nato non a Roma ma alla periferia dell’Impero, nel 76 d.C. La sua fortuna fu di avere parenti illustri ed importanti, come soprattutto suo zio, Traiano, che sarà imperatore prima di lui. Un’altra fortuna fu quella di aver accesso ad una educazione ed istruzione di prim’ordine, sotto lo sguardo vigile e attento di Plotina, sua zia e moglie di Traiano. In questo momento, probabilmente, il giovane Adriano maturerà la sua vera passione per il mondo greco, per il loro modo di vedere la vita, di intendere l’arte e la filosofia. Un’impronta mentale che rimarrà anche quando Adriano diverrà imperatore. Ma non prima, però, di aver vissuto anche momenti difficili, come quando, divenuto ormai uomo di fiducia di Traiano (sarà governatore della Pannonia e stretto consigliere dello zio), seguirà l’imperatore nelle sue lunghe campagne belliche. Già qui Adriano optava per altre strategie, per una politica volta più alla conservazione delle frontiere che alla conquista. Un’ideologia che lo porterà quasi ai margini e che, nel 117 d.C., alla morte di Traiano, lo costringerà a vivere momenti di incertezza circa la sua designazione a successore dello zio al soglio imperiale. Alla fine, però, verrà eletto imperatore e subito si capisce quale strada seguirà Roma: fa la pace con il Re dei Parti Cosroe, che per anni Traiano ha tentato di combattere. Successivamente farà bruciare a Roma le "tabellae", i libri del fisco in cui era raccolta la lista dei debiti dei cittadini nei confronti dello Stato. Un condono tombale insomma! Un passo, compiuto anche da altri, per far capire che Roma doveva vivere in pace, soprattutto dopo le numerose guerre, di conquista o meno, a cui i legionari erano stati messi alla prova. Una pace anche tra cittadini e Stato, una pace garantita dal secondo. In quest’ottica poi si inserisce il suo lunghissimo viaggio, che lo porterà lontano da Roma per 11 anni (tra il 120 d.C. ed il 131 d.C.), in cui rientrerà nell’Urbe ma per brevi periodi. Un modo per farsi vedere, per mostrare la figura di un Imperatore che non risiede, lontano ed irraggiungibile, nella sua dimora dorata a Roma. Guarderà con i propri occhi le condizioni del "limes", il confine tra l’impero ed il mondo, tra la civiltà e la barbarie. Andrà nella sua amata Grecia, e bearsi delle bellezze classiche, si recherà poi in Bitinia (moderna Turchia), in cui conoscerà un giovane di nome Antinoo, che da quel momento seguirà Adriano in tutti i suoi viaggi. Molto si è speculato sulla reale natura del loro rapporto: forse c’è stato davvero del tenero tra queste due persone, aventi vent’anni circa di differenza, ma forse c’è stato una sorta di amore platonico, visto che Antinoo pareva essere un giovane molto istruito con cui Adriano parve trarre piacere nell’avere fitti e continui dialoghi sulla morale, l’etica o la filosofia. Tutto però finì quando, nel 130 d.C., durante il viaggio in Egitto, Antinoo muore. Ciò che sappiamo è che, mentre la barca imperiale navigava sul Nilo, il giovane cadde in acqua per essere sbranato dai coccodrilli. Incidente? Suicidio? Omicidio rituale perpetrato proprio da Adriano? Uccisione ad opera di uomini vicini all’imperatore che non volevano Antinoo come suo successore? Tutte le ipotesi sono ancora aperte. Ciò che sappiamo è che Adriano divinizzò il suo pupillo, erigendo templi qua e là in suo onore ed in sua memoria. Un uomo, Adriano, poliedrico insomma. Capace di costruire grandi edifici all’Urbe, come il Tempio di Venere e Roma, di volere imponenti mura difensiva per proteggere l’Impero (il Vallo di Adriano in Inghilterra), ma anche si essere brutale quando serviva (circa 600.000 Giudei uccisi dalle sue legioni per debellare una vasta ribellione nel 132 d.C.). Davvero bello poter tentare, con ciò che abbiamo, di conoscere la vera anima di un uomo vissuto quasi duemila anni fa, vero? #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #archeologia #storia #ImperoRomano #atourguiderome


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