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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

26/05/2019, 14:21

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TRIONFO-DELLA-CROCE:-UN-MOSAICO-FANTASTICO


 Nella Basilica di San Clemente a Roma vi è uno dei mosaici più belli di tutta la città. Un mosaico fantastico, dai mille significati ma dalla grandiosa bellezza...



Questo in foto è ilmeraviglioso catino absidale della Basilica di San Clemente, situata nonlontana dal #Colosseo. La Basilica è antica, essendo sorta già attorno al V secolo sopra i resti diuna precedente domus romana. Ma ciò che più conta è che, nel corso del ’200,quando la basilica fu semidistrutta causa razzie, saccheggi ed incuria, unagrande opera di ricostruzione fu avviata, donando così al luogo di culto cristiano la quasitotalità del suo attuale aspetto. Ma soffermiamoci sul capolavoro della Basilica di San Clemente: il magnifico mosaico absidale chiamato "Trionfo della Croce". Alcuni dubbi ancora fanno dibattere, in primo luogo la datazione: siamo attorno al XII secolo, forse fine XII. Comunemente il mosaico è attribuito a Jacopo Torriti, maestro del ’200 a cui dobbiamo anche lo splendido mosaico absidale della Basilica di Santa Maria Maggiore. Molto probabilmente, inoltre, l’opera fu realizzata da un gruppo di artisti coadiuvati e guidati da un maestro, probabilmente il Torriti, per l’appunto. Ma passiamo alla descrizione del capolavoro. Tutto ruota attorno ad una croce che però, in questo caso, non è sinonimo di Passione e Dolore. Tutto nasce dalla Croce, un Cristo quasi trionfante è sull’oggetto usato per la sua fine terrena e tutto, in un modo o nell’altro, torna nel Cristo e nella Croce. E’ un trionfo, è vita. Non è un caso, infatti, che da sotto la Croce sembra quasi nascere da una rigogliosa vegetazione, il tutto circondato da numerosespirali simili a tralci di vite. Tutto ciò simboleggia la vita, esistentegrazie alla Croce (la Chiesa) ed a Gesù stesso. I tralci di vite ci rimandano direttamente al vino che, rappresentando il sangue del Cristo, sancisce la nostra liberazione dal Peccato per opera, appunto, del Salvatore. Soprattutto in ambito paleocristiano, quindi nel corso del IV-V secolo, il vino ed i tralci di vite erano molto utilizzati per simboleggiare la salvezza. Non finisce qui, però, poiché i tralci, come potete notare, sono a spirale, chiaro sinonimo di eternità e di vita pronta a rinascere. Inoltre, per non farci mancare nulla, è curioso notare come tra gli spirali troviamo figure umane ed animali, figure bibliche e, addirittura, un uomo a cavallo di un delfino. Sa molto di pagano e, probabilmente, il messaggio è che la Salvezza divina può raggiungere ovunque e chiunque. Torniamo per un attimo al centro della scena, occupata dalla Croce: sotto le grandi foglie verdi vediamo sgorgare quattro sorgenti (rappresentanti gli Evangelisti), da cui nasce un fiume. Innanzitutto vi è l’acqua che purifica e alimenta, che fa vivere. Un acqua da cui tutti possono beneficiarne: ed ecco quindi ad abbeverarsi cervi e pavoni, i secondi soprattutto considerati sinonimo di vita eterna dalle prime comunità cristiane del III-IV secolo d.C. (non a caso molti pavoni dipinti possono essere trovati sulle pareti delle catacombe). Andando ancora più sotto abbiamo l’Agnello di Dio (l’agnello centrale con l’aureola), circondato da dodici pecore. Sopra, invece, un Cristo benedicente entro un clipeo (quel tondo che circonda la figura di Gesù). Ai lati, infine, ci sono quattro figure alate che sono, apparentemente, molto strane. In realtà esse sono le rappresentazioni bibliche dei 4 Evangelisti, seguendo la descrizione della visione del Giorno del Giudizio di Ezechiele e l’inizio, diverso per tutti, dei Vangeli degli Evangelisti: leone alato (San Marco), Angelo (San Matteo), Aquila (San Giovanni) ed infine, sulla destra, il Toro (San Luca). Ma poi ci sarebbero anche i ritratti di San Pietro e San Paolo, patroni di Roma, e della Gerusalemme Celeste, a simboleggiare il Paradiso. Un apparato decorativo e teologico ricchissimo che, a prescindere dalla sua conoscenza o meno, lascia di stucco per il modo in cui è stato realizzato. Minuscole tessere di pasta vitrea, policrome ed incassate nel muro dell’abside. Capaci di formare figure umane, animali e vegetali. Un chiaro messaggio di speranza e salvezza. #romeisus #Rome #Roma #arte #mosaico #atourguiderome #unaguidaturisticaroma #basilica


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