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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

19/06/2019, 12:12

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SANCTA-SANCTORUM-E-IL-GESU’-DI-SAN-LUCA
SANCTA-SANCTORUM-E-IL-GESU’-DI-SAN-LUCA


 Nel Sancta Sanctorum di Roma si trovano molte reliquie, tra cui anche un’immagine di Gesù definita "acheropita", che significa non fatto da mani umane...



Uno dei luoghi più sacri di tutta la Cristianità è il cosiddetto "Sancta Sanctorum", conosciuto anche come Cappella di San Lorenzo. Di per sé la cappella è un piccolo gioiello architettonico, considerando il pavimento cosmatesco di epoca medievale, così come gli affreschi delle pareti laterali, sempre dal #Medioevo. Ma in realtà il vero tesoro del "Sancta Sanctorum" consiste nelle numerose reliquie, alcune legate direttamente a #Gesù, che sono qui ospitate. Agli inizi del secolo scorso alcune di queste reliquie furono spostate ai Musei Vaticani, mentre altre sono rimaste qui, in questo santissimo luogo. La Cappella di San Lorenzo, infatti, era la cappella privata dei Pontefici quando, prima di spostarsi in Vaticani, abitavano nel cosiddetto Patriarchio. Questo complesso edilizio sorgeva a ridosso della Basilica di San Giovanni in Laterano che, non a caso, ancora oggi è la sede ufficiale del papato. Nel corso dei secoli il Patriarchio ha subito numerosi interventi, restauri, ammodernamenti e spostamenti vari, fino a che la Cappella di San Lorenzo fu spostata nella sua sede attuale, proprio sulla sommità della Scala Santa. I gradini percorsi oggi, in ginocchio, dai pellegrini proverebbero da Gerusalemme e sarebbero quelli portati a Roma direttamente da Sant’Elena, madre di Costantino, agli inizi del IV secolo d.C. Queste furono, secondo la tradizione, le scale percorse dallo stesso Gesù quando si recò nel Sinedrio, prima del giudizio nei suoi confronti e dell’incontro con Pilato. Tornando, però, alla Cappella di San Lorenzo non possiamo non parlare dell’immagine di Gesù che si trova sulla parete di fondo, sotto un’iscrizione che recita "Non est in toto sanctior orbe locus" (non esiste al mondo luogo più santo). Questo sarebbe un dipinto realizzato direttamente da San Luca e rappresentante Gesù. L’immagine è impressa su tela di lino ed incollata ad una tavola lignea. Ben poco rimane di quello che sarebbe, però, la composizione pittorica originaria, poiché molte furono le peripezie subite dall’opera (come quando fu nascosta e spostata durante la furia iconoclasta dell’VIII secolo d.C.). Inoltre numerosi furono i rimaneggiamenti, come il panno di seta voluto da Papa Alessandro III nel XII secolo che, riproducendo l’originale, mostra il volto di Gesù. O come il nimbo d’oro che circonda il Cristo, aggiunto nel X secolo. Immaginate come per secoli solo i Pontefici, e soprattutto in occasione di processioni o riti specifici, potevano vedere o toccare tale immagine sacra. Solo con il pontificato di Sisto V, negli anni ’80 del ’500, anche ai pellegrini fu data l’opportunità, salendo appunto la Scala Santa in ginocchio, di ammirare l’opera e, di conseguenza, il volto stesso di Gesù. E qui arriviamo al nocciolo della questione, poiché questa immagine è definita acheropita. Il termine deriva dal greco "acheiropoietos", che significa "non dipinta da mano umana". Infatti, secondo una delle tradizioni che gravitano attorno al dipinto, San Luca avrebbe solo abbozzato il disegno, che sarebbe però stato perfezionato e portato a termine dagli angeli. Come potete capire, dunque, il volto del Cristo del "Sancta Sanctorum" non è una semplice reliquia, ma sarebbe una testimonianza diretta dell’esistenza umana e spirituale del Cristo sulla Terra... #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #atourguiderome #Roma #Gesù #acheropita #sanctasanctorum #cappella #SanLorenzo #reliquia #religione



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