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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

27/06/2019, 12:07

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IL-LAPIS-NIGER:-TOMBA-DI-ROMOLO,-ERCOLE-O-DI-RE?


 Nell’area del Foro Romano fu rinvenuto anni fa una complicata e complessa area sepolcrale ancora carica di misteri...



In foto vedere la copia, conservata nel Museo Epigrafico delle Terme di Diocleziano, di un cippo rinvenuto nel cosiddetto "Lapis Niger" (Pietra Nera), un complesso funerario molto misterioso rinvenuto da Giacomo Boni nel 1899, ed ancora oggi soggetto a scavi archeologici (per tale ragione non è possibile visitare il luogo). Ci troviamo nel Foro Romano, proprio a ridosso della Curia e davanti l’arco trionfale di Settimio Severo. Scavando gli archeologi hanno riportato alla luce quello che sembra essere a tutti gli effetti una sepoltura, o forse un santuario. L’area, in superficie, era recintata da una balaustra marmorea, a circondare un pavimento in marmo nero. Sotto il pavimento vi era un altare formate da tre distinte ante a forma di U. Al centro delle ante vi era un cippo a forma di cono (forse era il basamento di una statua), ed un cippo piramidale di cui ne vedete la copia, in foto. Questo, almeno, è ciò che gli archeologici sono riusciti a capire grazie ad alcune fonti scritte e a quello che è stato ritrovato nel sottosuolo. Concentriamoci ora sulla pietra avente questa sinistra scritta, definita bustrofedica (cioè leggibile da destra a sinistra). Scorgiamo le parole "chi violerà questo luogo sia maledetto [...] al re l’araldo [...] prenda il bestiame [...] giusto". Da quello che abbiamo, però, possiamo capire come già nell’antichità il luogo aveva una fama sinistra. Pare che anche gli imperatori se ne tenessero un poco alla larga, avendone un grande rispetto, proprio a causa di questa chiara maledizione scolpita su pietra. Di cosa si tratta, dunque? Chi era sepolto qui? E a quale epoca risale tutto ciò? Domande a cui, ancora oggi, non sappiamo dare una risposta. Studiando i caratteri impressi sulla pietra diverse sono le teorie: c’è chi data l’iscrizione, con un riferimento ad un re di possibile età regia, addirittura al VI secolo a.C. rendendo quindi la scritta come il più antico esempio di latino arcaico al mondo. Secondo altri, invece, l’iscrizione avrebbe delle influenze greche, soprattutto da parte di colonie come Cuma dove, in passato, si scriveva in bustrofedico. Questo daterebbe la pietra anche al VII secolo a.C. Ma molte sono le fonti storiche, già di epoca romana, che datano l’area facendola risalire alle origini vere della civiltà romana. Ora, però, passiamo a capire chi poteva essere sepolto qui, se davvero di tomba si tratta. A chi nessun mortale poteva avvicinarsi, pena la maledizione eterna? Da precisare come sempre qui, in questa zona, pare sorgesse un tempio sotterraneo dedicato a Volcano, il cosiddetto Volcanale. Lo storico Dionigi di Alicarnasso ci parla di una statua rappresentante Romolo, primo Re di Roma, eretta proprio in questa zona. Che questa fosse proprio la tomba di Romolo, fondatore della Città Eterna? Secondo altre leggende qui avrebbero giaciuto i resti di Faustolo, il pastore che per primo, dopo la celebre lupa, trovò i due gemellini Romolo e Remo all’interno della loro cesta abbandonata. Ad indicare la destinazione d’uso del luogo come possibile tomba concorre anche la presenza di statue di due leoni che, secondo Varrone, furono successivamente aggiunti. I due animali sono dei guardiani, ma per chi? C’è chi avanza l’ipotesi, addirittura, che questa sepoltura fosse dedicata a Ercole, il mitico eroe che avrebbe soggiornato anche a Roma! Come spesso accade, però, quando si tratta di manufatti così antichi molti sono i dubbi, molto poche le certezze. Anche il nome stesso, "Lapis Niger", è strano considerando che tutto era realizzato in marmo, così come il famoso cippo. Possibile che la copertura del santuario, in marmo nero, avrebbe dato il nome a tutto il complesso? Partendo dal presupposto, inoltre, che il santuario fu sepolto solo nel I secolo a.C., probabilmente da Silla. In precedenza, e per secoli, l’area sacra era allo scoperto, come testimoniano anche gli ex voto e gli oggetti in ceramica ritrovati. Probabilmente alla fine della Repubblica, nel I secolo a.C. appunto, si volle preservare ancor di più il sacrario, ricoprendolo con questo marmo nero in un recinto sacro. Sapremo mai la verità? Chissà... #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #Roma #atourguiderome #lapisniger #archeologia #archeology #fororomano #romanforum #mistero #ercole #romolo



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