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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

30/08/2019, 12:53

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MARSIA-SCORTICATO:-RAGIONE-CONTRO-ISTINTO-
MARSIA-SCORTICATO:-RAGIONE-CONTRO-ISTINTO-


 Ai Musei Capitolini è esposta una magnifica scultura del III - IV secolo d.C. circa, rappresentante un pover’uomo appesa ad un albero. Costui è Marsia, che fu scorticato vivo...



Questa è il "MarsiaScorticato", famosa opera di fattura romana ritrovata negli Horti diMecenate, ed oggi conservato ai Musei Capitolini. La scultura, in cui ancora oggi sono visibili i frammenti del marmo originale, il famoso pavonazzetto con le sue sfumature violacee, è di età tardo imperiale (IV secolo d.C. circa). Copia di un originale ellenistico del III secolo a.C., probabilmente la statua doveva far parte di un gruppo scultoreo comprendente un uomo nell’atto di preparare gli strumenti per il suo scorticamento e Apollo, Dio delle Arti, che da vicino si godeva la scena. Colpisce soprattutto il volto di Marsia, completamente sfigurato da una smorfia di dolore e terrore. Una creatura intenta a chiedere perdono tentando di salvarsi da un Destino già scritto. L’espressione ci racconta tutto, le emozioni che con così tanta forza ancora si mostrano, nonostante la scultura sia solo un frammento di ciò che davvero era. Ma ora la domanda è: chi è davvero Marsia, questa creatura così sfortunata da essere scorticataviva? Ora vi narrerò il mito così come lo conosciamo oggi, ricordando sempre che ci sono diversi versioni che, però, cambiano solo nei dettagli, ma non nella sostanza. Tutto comincia con una invenzione da parte di Atena: l’aulos. Si tratta di uno strumento a fiato simile ad un oboe che, erroneamente, è sempre stato assimilato ad un flauto. Uno strumento musicale, comunque sia, per cui servono entrambe le mani ed il proprio fiato per suonarlo. Ad Atena, però, non piacque per niente questa sua invenzione, soprattutto quando notò che le sue gote, nel suonarlo, si gonfiarono troppo rendendo l’esecuzione antiestetica. La Dea si vergognò talmente tanto di essere vista con le guance gonfie a causa dell’aulos che lo gettò via. Marsia era un sileno, divinità minore dei boschi spesso associato ai Satiri e, di conseguenza, a divinità come Pan o Dioniso. Quando il sileno vide questo strano e nuovo strumento a terra, cominciò a suonarlo. Subito si rese conto di quanto gli venisse facile, e di qualunque fantastica e melodiosa musica fosse capace di produrre. Qui entra in scena Apollo, Dio del Sole ma anche delle Arti, con il dono della Preveggenza e simbolo per eccellenza di ragione ed intelletto. Una versione ci dice che fu Apollo stesso a sfidare Marzia, geloso del suo successo. Secondo un’altra versione sarebbe stato Marsia, con superbia, a sfidare addirittura Apollo. Fatto sta che venne indetta una gara, con la giuria composta dalle Muse, le personificazioni delle Arti. Si capisce quanto Apollo fosse avvantaggiato, considerando che le Muse stesse erano sotto la sua protezione. A quanto pare, però, ciò non bastò poiché dopo un primo brano suonato, le Muse decretarono un pareggio. Adirato, Apollo trovò il modo di vincere la contesa: affermò che il vincitore sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a suonare lo strumento al contrario. Ovviamente Marsia, avendo uno strumento a fiato, non poté fare ciò che Apollo chiedeva. Il Dio, invece, avendo una cetra (quindi strumento a corda), riuscì tranquillamente nell’impresa. Secondo un’altra versione, invece, Apollo avrebbe decretato che il vincitore sarebbe stato colui che avrebbe suonato e cantato insieme. Anche in questo con la cetra ciò fu possibile, non certo con una specie di flauto. Riconosciuta la sconfitta, dunque, Marsia si preparò al peggio: la punizione divina che vediamo magistralmente scolpita in questa fantastica opera dei Musei Capitolini. Quali sono i simbolismi dietro al mito? Innanzitutto Marsia è stato punito per la sua superbia, qualcosa di inaccettabile nel mondo greco. Pensiamo ad un’altra cosa: Marsia era un sileno, quindi una creatura appartenente al mondo ed alla cultura del Dio Dioniso, colui che fece conoscere il vino el’agricoltura agli uomini. Dioniso erail mondo del divertimento e dell’istinto, la parte selvaggia ed animale di noi stessi. Apollo, invece, rappresentava laragione e la mente, la capacità di pensare prima di agire. Due facce della stessa medaglia, dopotutto. Apollo in quest sfida voleva a tutti costi sottolineare la supremazia della ragione sull’istinto. Notare che la cetra rappresentava per il mondo greco l’elevazione spirituale,mentre l’aulos, dalla forma anche vagamente fallica, il mondo umano e dell’istinto. Questo magnifico capolavoro marmoreo, il "Marsia Scorticato", è dunque ben più di una incredibile opera d’arte del mondo antico. E’ un monito a ricordare la nostra duplice natura: ragione e sentimento, istinto e pensiero. #unaguidaturisticaroma #atourguiderome #romeisus #rome #roma #archeologia #archeology #marsia #apollo #sfida #challenge #mythology #mito #statua #scultura #marmo #marble #museo #statue


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