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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

04/09/2019, 12:22

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COLA-DI-RIENZO:-UOMO-DEL-POPOLO-CHE-DIVENNE-SENATORE


 La storia di Roma è composta anche da uomini che, partendo dal basso, riuscirono a risalire la scala sociale. In questo caso Cola di Rienzo, però, fece di più...



Salendo la Cordonata delCampidoglio, la grande scalinata che ci porta verso il Palazzo Senatorio realizzata su progetto del grande Michelangelo, sullasinistra possiamo scorgere una piccola statua in bronzo, che sembra quasi messa lì, in un angolo, non vista da nessuno. Chi era quest’uomo che, evidentemente, è una figura talmente storica per Roma da meritarsi una rappresentazione scultorea? E’Cola di Rienzo, un uomo romano nato nel cuore di Roma che cambiò, per qualcheanno, la città. Siamo nel XIV, un secolo davvero buio per i Romani, in particolar modo per un evento storico: la cosiddetta Cattività Avignonese. Dopo aspri scontri tra diverse fazioni e famiglie nobili, scontri acuitesi con il pontificato di Bonifacio VIII, il Conclave per l’elezione del nuovo Papa si tenne a Perugia. Dopo qualche tempo e molta fatica, anche a causa dei veti incrociati dei diversi cardinali che patteggiavano per questo o per quell’altro, sempre influenzati da potenze straniere come la Francia, divenne Pontefice Bertrand de Got, con il nome di Clemente V. Come potete evincere dal nome stiamo parlando di un uomo nato in terra di Francia e, soprattutto, molto vicino al re francese Filippo il Bello che, fondamentalmente, teneva in pugno il pontefice. Talmente tanto che convinse il Papa a trasferire tutta la Curia ad Avignone. A Roma, quindi, dopo quasi mille anni, non si aveva più il Vicario di Cristo in città. Immaginate poi che, già da molto tempo ormai, la città viveva in un continuo stato di tensione dovuto alle spinte anticlericali che, politicamente parlando, si esprimevano attraverso l’istituzione del Comune di Roma, nato ufficialmente nel 1143. In una città guidata dal Papa, quindi leader religioso e non solo, si contrapponeva un potere laico. Torniamo ora a Cola di Rienzo, un uomo che emersedalla massa. Lui era davvero un uomo del popolo poiché nacque nel Rione Regola nel 1313 in una modesta casa di una modesta famiglia davanti Ponte Rotto. Nonostante le sue origini, però, sin da giovane si appassionò tantissimo alle questioni politiche e, a poco a poco, divenne un convinto sostenitore della causa laica. Meglio ancora, Cola di Rienzo era un giovane molto amante dell’arte antica e conuna voglia matta di riportare Roma ai fasti dell’Impero, quando era la CaputMundi. Per lui l’Urbe non poteva essere una città dilaniata da conflitti interni, da pontefici che lasciavano la città per questioni politiche, da una popolazione quasi rassegnata a vedere impressionanti ruderi della civiltà antica come mere testimonianze di ciò che era e di ciò che non poteva mai più essere. Cola di Rienzo voleva riportare Roma dove meritava: essere il fulcro del mondo. Di spiccata intelligenza e studiando a più non posso, Cola di Rienzo riuscì a sfruttare il vuoto di potere stabilità dalla Cattività Avignose. Seppur da lontano il Pontefice continuava ad amministrare la città, ma non con la stessa efficacia di prima, vista la sua assenza fisica. Per tale ragione Cola, nel 1347, divenne tribuno e riuscì anche da essere soprannominato il liberatore di Roma. Tutto il popolo fu per lui, un uomo che voleva combattere contro quei poteri che aveva portato Roma ad essere un fantasma di ciò che era: il clero e la nobiltà. Riuscì a smuovere le coscienze anche con abili mosse politiche e di propaganda (celebre imanifesti che lui fece attaccare in giro per la città, in cui si vedeva un marein tempesta con al centro la personificazione di Roma, accompagnata dalleimmagini allegoriche del clero e della nobiltà intente e vivere nel lusso, o ancora incui si vedeva una Roma bruciare nella fiamme dell’Inferno, causate sempre dallaChiesa e dalle famiglie nobili). Immagini certamente forti che, però, furono molto convincenti: Cola di Rienzo, infatti, venne eletto Senatore di Roma nel 1354. Grazie ad un efficace uso delle immagini, ad un’arte oratoria non indifferente ed ad una capacità di sfruttare al massimo le occasioni che gli si pararono davanti, Cola arrivò all’apice del suo successo politico. Peccato che, a quanto pare, non fu in grado di gestirlo. Ebbe la mano pesante con tutti i suoi nemici, in particolarecardinali o nobili. Loro erano i nemici del popolo, dopotutto. Ma poi cominciò ad esagerare, ad esacerbare un po’ troppo gli animi, a permettere ai suoi stessi nemici di riorganizzarsi. A poco a poco cominciò a comportarsi come un despota ed un Dio in terra, organizzandosontuose feste ed affamando il popolo, arrivando anche ad alzare le tasse sempre, pare, per organizzare i suoi banchetti e la sua smania di ricchezza. Per questo la parabola di Cola di Rienzo, uomo del popolo, finì molto male. Sempre nel 1354 i Romani, imbeccati e foraggiati anche dai nobili e dal clero, assaltarono il Campidoglio, dove risiedeva Cola in funzione di Senatore di Roma, con il chiaro intento di farla finita con quella che, a tutti gli effetti, sembrava una vera tirannia. Si narra che, per tentare la fuga, Cola di Rienzo si travestì da povero mendicante, pur di sfuggire alla rabbia popolare. Nonostante questo, però, fu riconosciuto ed ucciso lì, seduta stante. E’ curioso notare come la statua in bronzo che vedete in foto fu realizzata nel 1871, e posta qui qualche anno più tardi, nel 1886. Motivo? In un momento in cui il Papa, per motivazioni diverse, perse il controllo ed il potere temporale su Roma, la propaganda risorgimentale di stampo anticlericale assunse Cola di Rienzo come un simbolo: combattente per la libertà liberatore di Roma dalla tirannia papale e clericale, uomo del popolo capace di guidare Roma verso la gloria eterna. Nonostante la sua fine, insomma, Cola di Rienzo simboleggiò un ragazzo che aveva un sogno: riportare l’Urbe al suo splendore... #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #Roma #atourguiderome #campidoglio #statua #bronzo #bronze #statue #medioevo #middlagese #papa #pope


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