1

© Copyright 2018

Gianluca Pica
 


facebook
twitter
linkedin
instagram

facebook
twitter
linkedin
instagram

BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

16/09/2019, 14:28

#unaguidaturisticaroma, #atourguiderome, #romeisus, #rome, #roma, #pittura, #painting, #caravaggio



CARAVAGGIO-ED-IL-SUO-"MARTIRIO-DI-SAN-MATTEO":-CASO-IRRISOLTO


 In molte opere del Caravaggio, come nel suo "Martirio di San Matteo", sono molteplici i punti di vista ed i motivi di interesse. In questo caso, poi, ancora oggi non sappiamo con certezza chi possa essere l’assassino...



Tra i capolavori dipinti da #Caravaggio, e presenti nella Cappella Contarelli della Chiesa di San Luigi dei Francesi a #Roma, c’è il suo "Martirio di San Matteo". Ricordiamoci come Caravaggio, per la prima volta nella sua precoce carriera impegnato in una commissione pubblica in cui le sue opere sarebbero state esposte in un luogo aperto a tutti come una chiesa, dovette affrontare alcune problematiche che mai prima di quel momento si era trovato a fronteggiare: il fatto di realizzare un’opera all’interno di una cappella, con il punto di vista degli osservatori che non poteva per forza di cose essere preciso e perfettamente centrale (ancora oggi l’opera è esposta su una delle pareti laterali della cappella), e magari anche l’emozione di dipingere qualcosa che, per la prima volta, poteva essere visto da tutto il popolo di Roma. Nel suo "Martirio di San Matteo" vediamo come Caravaggio mette in scena quello che ci viene narrato nelle Sacre Scritture. Il santo, disteso in primo piano sopra quelle scale che fungono quasi da palcoscenico ideale per risaltare ai nostri occhi, sta per essere ucciso dal giovane in primo piano. In nudità eroica e coperto solo da quel telo, ricorda da vicino, nel corpo, quello dell’Adamo di #Michelangelo nella volta della #CappellaSistina. Dimostrazione di come Caravaggio prendesse ispirazione anche dai grandi maestri del passato. Capiamo che stiamo assistendo al martirio del santo grazie anche alle palme portate dall’angelo che, su di una nuvola, sembra quasi voler raggiungere San Matteo. La scena, immersa nella tipica oscurità caravaggesca, è incredibilmente squarciata da questa forte e luminosa luce, di cui non vediamo il punto di origine. Una luce divina che illumina non tanto il santo, come ci si potrebbe aspettare, quanto il giovane che, pugnale in mano, è pronto a commettere l’omicidio. Dopotutto la Grazia di Dio, simboleggiata proprio da questa abbagliante luce, dovrebbe toccare soprattutto coloro che, come il giovane, ne hanno più bisogno. C’è pure un fatto, una curiosità e mille domande che ancora vengono poste nei riguardi dell’opera (come accade in moltissime altre creazioni del Caravaggio). C’è un dubbio che ci spinge a fare una domanda: ma davvero l’uomo in primo piano, con l’arma in mano, è l’assassino? E se non fosse lui l’omicida? Le varie domande sorgono spontanee quando si osserva meglio le forti emozioni dei personaggi inseriti nell’opera pittorica. La scena è infatti permeata dalla drammaticità e dal pathos dati dai personaggi che assistono all’atto violento, come dimostra il volto spaventato del giovane sulla destra, che è colto in un improvviso moto di terrore che lo porta a fuggire via. Anche l’uomo a sinistra, con le braccia aperte, è fortemente spaventato. Ma guardiamo meglio il volto del giovane in primo piano, colui che tocca il braccio sinistro di San Matteo, e proviamo a ribaltare la scena: immaginate che San Matteo sia stato appena pugnalato, e che un giovane con un’arma in pugno stia accorrendo verso l’altare per difendere ulteriormente il santo, cercando magari di trovare i veri esecutori del delitto. Ed immaginate che il giovane stia tentando, in un modo o nell’altro, di aiutare San Matteo, alzandolo da terra. Dopotutto provate a notare il volto del ragazzo: anch’esso sembra spaventato, in confusione, in totale allarme. Solo due figure all’interno dell’opera pittorica sembrano quasi estraniarsi dal tragico episodio: uno è il giovane in fondo a sinistra, con barba e pizzetto nero, dietro l’uomo di cui si vede solo la nuca. Ecco, qui vedete l’autoritratto di Caravaggio che si è voluto inserire in questa narrazione filosofica. Roba da artisti e da maestri, comune da vedere. Ma c’è anche un altro giovane, quello a sinistra con piume gialle ed una bianca, con un’arma in pugno. Ecco, lui sembra guardare dritto verso San Matteo, sembra che stia uscendo dal quadro, come se volesse andarsene di fretta. Ma, sopratutto, dal volto non traspare sorpresa o panico. Anzi, sembra quasi tranquillo e rilassato, come se avesse portato a termine il suo compito. E se... #romeisus #Rome #unaguidaturisticaroma #atourguiderome #pittura #painting #sanmatteo


1
Web agency - Creazione siti web Catania