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Il cosiddetto Tesoretto di Montecassino è un ottimo esempio di come non sia vero che il Medioevo fosse solo un periodo oscuro in cui le arti e la bellezza siano andate perdute, a favore di dogmatismo e di un certo primitivismo. Questo tesoro, in tutti i sensi, esposto nella meravigliosa cornice del Museo dell'Alto Medioevo a Roma, in zona Eur, è testimone della maestria e dell'artigianato d'eccellenza che uomini e donne potevano raggiungere, in particolare attorno al XII secolo. Seguite, dunque, la vostra guida turistica locale a Roma alla scoperta di un qualcosa di davvero eccezionale.
Partiamo con il dire che il cosiddetto Tesoretto di Montecassino è composto da una meravigliosa fibula dorata (la fibula era un elemento del vestiario atto a chiudere mantelli o vesti di vario genere) e ben 29 monete d'oro. Tutto, per l'appunto, databile attorno al XII secolo circa. Partiamo dalla fibula, il pezzo forte di questa collezione. Si tratta di un pezzo unico composto da una placca a disco ornato da pietre di forma ovale, a goccia o a cabochon. Quest'ultimo termine indica il taglio di una pietra il cui fine è quello di creare un oggetto senza sfaccettature, spessissimo avente una base piatta e una sommità concava. Questo è ciò che vediamo nella parte esterna, mentre nel segmento intermedio 8 gemme in totale risaltano all'occhio. Quattro sono verdi mentre le altre sono a forma di croce con una piccola rosetta al centro. L'intero segmento è realizzato in filigrana, che prevede la realizzazione di un vero e proprio intreccio di piccolissimi filamenti d'oro, in modo da creare una sorta di reticolo. Nello spazio interno e centrale risalta lo spazio in cui doveva incastonarsi una meravigliosa pietra, oggi perduta. Questa fibula, dunque, attesta l'elevato livello dell'oreficeria dell'epoca, in riferimento, in particolare, al periodo normanno. I Normanni, dopotutto, arrivarono anche a Roma, o quantomeno fecero in tempo a saccheggiarla per opera di Roberto il Guiscardo. Per questa ragione anche le monete sono importanti.
I 29 pezzi d'oro, infatti, furono emesse dalle zecche di Palermo e di Messina, realizzate nel corso dei regni dei più importanti signori e re Normanni dell'epoca, da Ruggero I a Guglielmo II. Di conseguenza, visitando le sale del Museo dell'Alto Medioevo all'Eur, qui a Roma, si può un minimo entrare in contatto con un periodo molto turbolento per la storia della penisola italica e per la Città Eterna in particolare, stretta nella morsa di diverse potenze che vedevano nel papato un ottimo sbocco per poter accrescere il proprio potere. Ma, dall'altra parte, le monete e la fibula attestano la straordinaria ricchezza di corti che non avrebbero nulla da invidiare a quelle che si installarono successivamente, come ad esempio nel corso del Rinascimento, a Roma e non solo. Vale la pena visitare questo museo, e dare un'occhiata a questo egregio tesoretto (ritrovato nella zona di Cassino nel 1898). Rimarrete stupiti…

















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