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Gianluca Pica
 


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BLOG DI UNA GUIDA TURISTICA A ROMA

26/03/2020, 12:53

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CHIESA-DI-SANTA-BALBINA


 Sull’Aventino sorge una piccola chiesetta la cui storia, però, comincia già nel V secolo d.C. Ma non solo, poiché il suo interno trabocca meraviglie di epoca medievale



Sull’altura denominata Piccolo Aventino, quindi su uno dei Sette Colli di #Roma, c’è una chiesa le cui origini, secondo le testimonianze scritte, risale già al V secolo d.C. Sto parlando della Chiesa di Santa Balbina, martire del II secolo d.C., costruita non lontano dalle enormi rovine delle Terme di #Caracalla. Dal sagrato della chiesetta, infatti, tra i rami dei pini spuntano alcune monumentali vestigia delle grandi terme volute dall’imperatore. Ma concentriamoci, ora, sulla Chiesa di Santa Balbina, di cui se ne parla, con certezza, per la prima volta in un documento databile nel 595 d.C. Probabilmente, però, l’origine va ricercata ancora più indietro, forse già alla fine del V secolo d.C. La Chiesa di Santa Balbina ha una sola grande sfortuna: la sua posizione! Essendo costruita sull’Aventino, su di un luogo che da sempre è fuori dal centro cittadino, nel corso dei secoli è stato spesso soggetto di saccheggi vari. A questo dobbiamo le numerose testimonianze, architettoniche e non solo, che ne attestano i numerosi restauri e ricostruzioni. Sappiamo, ad esempio, che già #Papa Leone III nel IX secolo interverrà in qualche modo, così come Marco Barbo (nipote di Papa Paolo II), che nel 1449 commissionerà nuovi restauri modificando soprattutto il soffitto ligneo, in cui ancora oggi rimane del passaggio dell’importante mecenate su di una iscrizione. Ma anche nel Seicento, nell’Ottocento e nel Novecento la chiesa fu soggetta a parziali ricostruzioni. Da ricordare, inoltre, come quando si parla di Santa Balbina dobbiamo considerare tutto il complesso architettonico, poiché la chiesa è fiancheggiata dal monastero di Santa Margherita, in cui rimangono chiare tracce di come la zona dovesse, per forza di cose, essere protetta dai nemici esterni. E’ qui, sul cortile a lato della chiesa, che si vede la torre merlata utilizzata come estrema difesa. E’ ora di entrare, ma non dal portico d’ingresso che è sempre chiuso e che, al suo interno, ospita numerosi reperti come anfore, iscrizioni varie, addirittura una "tabula lusoria" e un capitello con lo stemma di Papa Sisto V. Entrando veniamo accolti da un’atmosfera molto intima, considerando anche come, purtroppo, sono in pochi a conoscere la chiesa. Ci colpiscono subito i numerosi elementi di epoca medievale che abbelliscono il luogo, a partire dalla sedia vescovile con decorazioni cosmatesche, la "schola cantorum" in marmo bianco (elemento tipico delle chiese medievali, usato per dividere fisicamente la parte riservata al clero e quella dei fedeli). Lungo la navata sinistra della chiesa di Santa Balbina, avendo l’ingresso alle proprie spalle, spicca un crocifisso marmoreo della scuola di Masolino da Fiesole, grande maestro del ’400. Per non parlare poi del monumento funebre, stante vicino all’ingresso, in cui si vede la figura, in #marmo, di un uomo disteso con panneggio ed intarsi cosmateschi. L’autore della tomba fu Giovanni da Cosma ed il monumento funebre, databile al 1303, appartiene al Cardinale Stefano de Surdis. Molto interessante notare come tale #tomba fosse presente nell’antica Basilica di San Pietro, quella precedente alla ricostruzione cinquecentesca. Inoltre, guardando ai vostri piedi e lungo i lati, vedrete una serie di mosaici a tessere bianche e nere, di epoca romana; è interessante come questi mosaici provengono dall’area del Foro Romano, e che furono ritrovati nel corso degli scavi degli anni ’20. Furono spostati qui, forse considerando anche la scarsa fama della chiesa, o forse per renderla ancora più appetibile agli occhi di turisti e romani. In un modo o nell’altro, sempre preservati sono! Infine, la Chiesa di Santa Balbina è intimamente legata ad una storia che troviamo scritta nei "Mirabilia", in cui viene menzionato un elemento quasi magico ospitato all’interno della chiesa per un tempo non precisato: un candelabro. Nei "Mirabilia" leggiamo quanto segue:"Nei tempi antichi, avanti la chiesa sorgeva un prodigiosocandelabro asbestos, d’una pietra ardente e inestinguibile. L’intero candelabrofiammava senza rimaner consunto dall’arcano fuoco: l’aria ne alimentava ilvigore e lì presso si ergeva una statua di arciere fieramente proteso ascoccare un dardo. Ma una scritta minacciosa in lettere etrusche diceva:"se qualcuno mi tocca io ferirò". Quanti secoli passarono così mentreil candelabro ardeva non si sa ma un giorno un insensato toccò la frecciafatale, la freccia scoccò né più il fuoco si riaccese". Affascinante, vero? #unaguidaturisticaroma #romeisus #Rome #Roma #chiesa #Aventino #colle #Medioevo #santabalbina
04/03/2020, 12:48

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TRITTICO-STEFANESCHI
TRITTICO-STEFANESCHI


 La Pinacoteca dei Musei Vaticani ospita un’opera d’arte realizzata dalle sapienti mani di Giotto che, ancora oggi, è capace di stupire per i colori, le novità stilistiche e...



Tra le meraviglie dei Musei Vaticani, all’interno della Pinacoteca (in cui sono conservatimagnifiche tele di Raffaello, di Caravaggio ed altri geni dell’arte), troviamoil famoso Trittico Stefaneschi. Questa magnifica struttura lignea dipinta furealizzata nientemeno che da Giotto in persona, colui che cambiò radicalmente il volto dell’artefigurativa con i suoi studi che anticiparono, soprattutto, il concetto diprospettiva e profondità. Il trittico deve il suo nome al famoso cardinaleStefaneschi, un uomo tutto d’un pezzo che guidò la Chiesa nel corso del ’300.Questo fu un periodo sicuramente travagliato per il clero, considerando che ilPapa, già da molti anni antecedenti l’elevazione di Stefaneschi al cardinalato,aveva spostato la Sua persona e tutta la curia ad Avignone. Un momento turbolentoper Roma ed i Romani, che dopo secoli si ritrovarono senza guida spirituale.Dunque, per dare un po’ di slancio e vitalità alle anime depresse del popoloromano, il cardinale chiamò l’artista più in voga del momento per arricchire laBasilica di San Pietro, il fulcro della Cristianità, di un nuovo gioiello. Ed eccolo qui: tre pannelli in legno(il trittico era molto comune nel Medioevo, poiché si riallacciava al concettodi Trinità) decorati su entrambi i lati. Quello rivolto verso il clerovede la figura di San Pietro assisa in trono, con le chiavi in mano (suosimbolo distintivo) e con la figura inginocchiata alla sua destra che raffigurail Cardinale Stefaneschi nell’atto di consegnare il trittico stesso. Quest’ultimodettaglio indica, ancora una volta, una caratteristica comune riscontrabile intutto il Medioevo: spesso la figura del committente di un’opera, fosse esso unPapa, un membro del clero o della nobiltà, abitualmente si faceva rappresentarenell’atto di consegnare il modello del suo progetto, spesso e volentieridirettamente nelle mani di figure quali Gesù o la Vergine. Da notarequell’accenno di prospettiva che rese famoso Giotto, come scritto in precedenza.Si notano gli scalini decorati del trono che spingono l’osservatore verso unaprofondità appena visibile, certo, ma che rappresentò una notevole novità nelpanorama artistico dell’epoca. Si possono ammirare anche le figure poste tutt’attornola figura del santo, in una posa comune per l’epoca. Ciò che però caratterizzameglio queste figure è la volumetria e l’uso del colore, che rende i corpi piùpieni, maggiormente reali. Infine, sul lato rivolto verso i fedeli, ecco #Gesù in trono, con ai lati i martiri dei due santi patroni dellacittà. Alla destra di Gesù abbiamo la crocifissione rovesciata di San Pietro(come vuole tradizione), mentre dall’altro lato vediamo San Paolo, ormaidecollato a seguito della condanna a morte subita. Questi ultimi sono i dueSanti Patroni di Roma, e non è assolutamente raro vederli raffigurati insiemenella stessa opera d’arte. Un programma figurativo semplice, se vogliamo, nellascelta dei personaggi raffigurati e nella loro impostazione. Ma, dopotutto,grazie all’arte ed alla novità stilistica di Giotto il Trittico Stefaneschipuò, a tutti gli effetti, essere considerato un vero capolavoro. Un’opera d’arteche, tra le altre cose, è diretta testimonianza della Basilica di San Pietro,quella antica però, precedente alla sua totale ricostruzione. Tanti elementiper un trittico, vero? #Roma #romeisus#Rome #atourguiderome #unaguidaturisticaroma #medioevo #middleages 
28/02/2020, 12:29

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TEMPIO-DI-ADRIANO


 Tra gli edifici più iconici di Roma antica ecco spuntare 11 colonne del lato nord del Tempio di Adriano, oggi utilizzato per...



Passeggiando per Roma è facile trovare memorie di un passato che fu glorioso,soprattutto quello relativo al grande Impero. Ed eccole qui, dunque, le colonne originali di quello chefu il Tempio di Adriano. Probabilmente il cantiere incominciò già durante ilregno dello stesso Adriano, il quale volle erigere un edificio sacro in onoredella moglie Viba Sabinia, morta nel 136 d.C. Quello che è certo è Adrianovenne divinizzato dal suo successore, Antonino Pio (che regnò dal 138, annodella morte del predecessore, fino al 161 d.C.). Antonino Pio si preoccupòmoltissimo della figura di Adriano e, nell’ottica della sua divinizzazione, fuquasi automatica la volontà di erigere un tempio tutto per lui. Dopotutto nondimentichiamoci come Adriano, tra luci e ombre, fu comunque un uomo non troppoodiato dai "patres", i Senatori. Ancora oggi si discute molto sulla sua figurastorica, sui suoi comportamenti, le decisioni politiche e non solo. Uomo colto,fine studioso ed amante dell’arte, capace di essere un abile generale così comeun abile amante (famosa la sua relazione con Antinoo), Adriano fu molte coseinsieme. Implacabile con i nemici (da ricordare la sua spedizione in Giudea, incui arrivò a distruggere nuovamente Gerusalemme), ma capace anche di avere unagrande sensibilità nei confronti dei suoi stessi sudditi (molti furono gli annitrascorsi da Adriano in giro per l’Impero, per toccare con mano le diverseProvincie da lui dominate). Il suo tempio rispecchia la tradizionearchitettonica romana: oggi vediamo ben 11 colonne delle 13 originali situatesul lato nord, ma sappiamo bene come l’edificio fosse situato al di sopra di unpodio, ancora ben visibile. A pianta rettangolare e con una fila di colonne acircondare i due lati lunghi ed uno dei lati corti, il tempio aveva al suo interno,oltre alla cella con la statua di culto raffigurante l’imperatore, anchenumerosi rilievi che correvano lungo le pareti. Tali rilievi erano a forma discudo con personificazioni delle Provincie conquistate dall’Impero. In questomodo, #Adriano volle sottolineare il fatto che con lui tutto l’Imperopoteva vivere in pace, avendo sottomesso tutti i suoi nemici. Non solo unmessaggio di guerra, però, poiché Adriano basò la sua politica soprattuttosulla protezione dei confini (da citare il famoso Vallo di Adriano al confinetra Scozia e Inghilterra), portando Roma ad avere un periodo di relativa pace estabilità. Nel corso dei secoli, poi, il tempio fu spogliato delle suericchezze, arrivando ad essere una vera e propria rovina. Un’evoluzione comunea molti edifici di epoca romana, che già alla fine dell’Impero, nel corso del Vsecolo d.C., furono parzialmente riutilizzati dai Romani stessi. Un destinocomune che, però, ha stabilito per il Tempio di Adriano un finale diversorispetto ad altre architetture, ormai completamente perse nell’oblio e nellaricerca spasmodica di nuovi materiali da costruzione da riutilizzare. Già nelXVII secolo, infatti, i suoi resti furono inglobati in un progetto edilizio adopera di Carlo Fontana, architetto molto attivo all’epoca. Da qui,successivamente, nel 1831 divenne sede della Dogana Vaticana, per essere oggiun edificio polivalente utilizzato, soprattutto, per conferenze nell’ambitodella Camera di Commercio di Roma. Incredibile quanto possa essere lunga lastoria dell’Urbe e quanto quest’ultima sia capace di mostrare, ancora oggi ed adistanza di secoli, alcuni degli edifici simbolo dell’età dell’oro della CittàEterna. Un semplice edificio, il Tempio di Adriano, capace però di evocarediverse epoche storiche. Questa è Roma! #unaguidaturisticaroma #Adriano #romeisus #Rome #archeologia #archeology #storia #ImperoRomano #atourguiderome


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